Per quanto riguarda il semplice fornire informazione, nessuna università ha avuto una qualsivoglia giustificazione per la sua esistenza dopo la popolarizzazione della stampa nel quindicesimo secolo.
Per quanto riguarda il semplice fornire informazione, nessuna università ha avuto una qualsivoglia giustificazione per la sua esistenza dopo la popolarizzazione della stampa nel quindicesimo secolo.
Non c’è natura in un singolo istante.
Qualsiasi cosa di grande importanza è stata detta prima da qualcuno che non l’ha scoperta.
Non v’è errore più comune che l’assumere che, solo perché sono stati compiuti lunghi e accurati calcoli matematici, l’applicazione dei risultati a un qualche evento di natura sia assolutamente certo.
La civiltà progredisce aumentando il numero di operazioni importanti che possiamo compiere senza pensarci.
I nostri ragionamenti si aggrappano a delle pagliuzze per le premesse, e galleggiano sui fili delle ragnatele per le deduzioni.
Quando un matematico o un filosofo scrivono con nebbiosa profondità, dicono qualche sciocchezza: su questo non c’è pericolo di sbagliare.
Nello studio delle idee, è necessario ricordare che l’insistenza per la caparbia chiarezza deriva da una sensazione sentimentale, come se fosse una nebbia che copre la perplessità dei fatti.
Ogni filosofia si colora con le tinte di qualche esperienza immaginaria e segreta, che mai si esprime esplicitamente nel procedere del ragionamento.
Sollevando il cervello da tutto il lavoro non necessario, una buona notazione ci lascia liberi di concentrarci su problemi più avanzati, e in effetti incrementa il potere mentale della razza.